La vicenda della SWI (ex Safog) costituisce un esempio locale dello stato attuale dell'economia nel nostro paese e delle mancate risposte da parte dello Stato e delle istituzioni locali.
L'abbandono delle politiche di intervento pubblico nell'economia e l'attacco ai diritti dei lavoratori hanno fatto sì che una fabbrica si possa chiudere inviando una mail e senza fornire alcuna spiegazione.
Sarebbe invece il caso di riaffermare che secondo la nostra Costituzione l'attività di impresa, che può essere svolta dallo Stato e dai privati, è pur sempre subordinata all'utilità sociale della stessa e all'affermazione del diritto al lavoro, uno dei diritti fondamentali dei cittadini.
La situazione attuale invece è che il nostro Stato spende 60 milioni di euro al giorno per spese militari, lascia i richiedenti asilo a dormire per strada e si concentra sulle esigenze del "decoro" e della "sicurezza" in modo del tutto strumentale e propagandistico. Vicende come quelle dei 33 lavoratori della SWI passano quindi in secondo piano.
Nell'esprimere la solidarietà del PCI a questi lavoratori, ricordiamo il diritto di questi ultimi ad essere pagati fino a quando e se ci sarà la risoluzione del contratto di lavoro, e sollecitiamo Regione e Comune ad attivarsi con tutti gli strumenti previsti dalla legge, ivi compresa l'eventuale requisizione dello stabilimento al fine di assicurarne la continuità produttiva, il suo affidamento a cooperative degli stessi lavoratori, l'intervento della Friulia a supporto finanziario ecc. e solo in extrema ratio il supporto economico ai dipendenti e le azioni di riqualificazione professionale degli stessi.
Gorizia, 9 agosto 2017
LA SEGRETERIA PROVINCIALE
DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Federazione di Gorizia