sabato 12 maggio 2018

NOTARELLE SU MONFALCONE

COMUNICATO STAMPA


oggetto: NOTARELLE SU MONFALCONE


La città di Monfalcone in questi giorni è balzata agli onori delle cronache nazionali, purtroppo per il tragico incidente che ha causato la morte di un operaio diciannovenne in cantiere. Ma già oggi questa tragedia passa in secondo piano sulla stampa locale, e i titoloni sono tutti per il no del Comune e della sindaca Cisint alla moschea.
Sì tratta di due fatti che meritano un'attenta riflessione. Nel primo caso, molto si è detto sulla piaga del subappalto, che produce salari da fame (con conseguente risparmio nei costi anche per Fincantieri) e poca attenzione alla sicurezza. Ma siamo sicuri che sia questa la causa della tragedia? Le indagini, ovviamente sono coperte dal segreto istruttorio e noi non possiamo che basarci sulle notizie date da stampa e tv. Dalle stesse apprendiamo che la ditta per cui lavorava il giovane operaio deceduto aveva un'esperienza ventennale di appalti da Fincantieri. Ma soprattutto quello che da nessuna notizia di stampa viene spiegato è come sia possibile che un blocco di cemento armato di 700 chili sia potuto finire addosso a un operaio. Viene quindi da chiedersi: il cantiere è sicuro? O è solo colpa delle ditte in appalto? E i ritmi di lavoro, la necessità di rispettare i tempi delle commesse, che ruolo hanno avuto nella vicenda?
Anche sulla vicenda della "moschea", Monfalcone non esce bene. Secondo la sindaca Cisint, il no sarebbe solo un fatto "tecnico". Poi però immediatamente aggiunge che gli stranieri sono troppi e causano "degrado". Affermazioni che non possono non essere etichettate per quello che sono: sono affermazioni razziste. A Monfalcone da sempre l'immigrazione è legata al cantiere. Sì tratta di lavoratori (e relative famiglie) con regolare permesso di soggiorno. Con il loro lavoro concorrono a creare la ricchezza di Fincantieri e della stessa città di Monfalcone. L'atteggiamento ostile nei loro confronti da parte della sindaca è veramente insopportabile. Ma venendo al merito della vicenda, i progettisti della "moschea" (affermati architetti monfalconesi) affermano di avere rispettato tutte le normative e contestano il provvedimento di "stop" al cantiere, provvedimento le cui motivazioni in effetti non si comprendono e che la sindaca (che occupava i giornali sul tema da giorni con ripetute dichiarazioni) nemmeno spiega. Come non notare, infine, che il provvedimento sarebbe firmato, secondo gli articoli di stampa, da un dirigente "ad interim", di recente nomina. Ad interim o ad acta?
Insomma, la Monfalcone di oggi suscita molti dubbi e interrogativi, anche dolorosi. Da comunisti, ci auguriamo che una ritrovata unità e solidarietà tra lavoratori, italiani e stranieri, di Fincantieri e delle ditte in appalto, possa renderla migliore di com'è.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE
DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

lunedì 9 aprile 2018

PERCHE' POTERE AL POPOLO NON PARTECIPA ALLE ELEZIONI REGIONALI

Come Partito Comunista Italiano abbiamo partecipato alle assemblee provinciali e regionali di Potere al Popolo che hanno approvato il seguente comunicato:


Potere al popolo

Comunicato

         L'assemblea regionale di Potere al popolo, svoltasi nei giorni scorsi a Udine, esaminando la situazione politica regionale ha condannato fermamente la legge elettorale antidemocratica che per il numero esorbitante di firme richieste, la riduzione del numero degli autenticatori e l'alta soglia di sbarramento di fatto impedisce la partecipazione indipendente di forze antagoniste che non intendono aggregarsi al carro di una delle coalizioni di potere, né mendicare firme ai partiti dell'establishment che ne sono esonerati.
         Potere al popolo non partecipa a queste elezioni, ma proseguirà in quanto espressione di un'alleanza tra partiti e movimenti di società civile nella sua attività politica e sociale, per la pace e contro il fascismo, a partire dalla raccolta delle firme per una scuola corrispondente alla Costituzione, contro l'attuale legge elettorale nazionale e per cancellare dalla Carta l'obbligo al pareggio di bilancio con le sue conseguenze deleterie per la condizione sociale dei lavoratori e dei giovani nel nostro paese.


         Potere al popolo ritiene che il 29 aprile gli elettori sapranno conseguentemente trovare l'adeguata espressione di protesta contro questo stato di cose mortificante per la democrazia partecipativa.

domenica 11 febbraio 2018

 ZIBERNA AL SENATO: UNO DEI MOMENTI PIU' DESOLANTI DELLA STORIA DI GORIZIA

Il discorso del Sindaco di Gorizia al Senato è stato qualcosa di veramente ignobile, che indigna profondamente.

Egli ha espressamente accusato non solo tutti partigiani jugoslavi ma anche quelli comunisti italiani di essere nient'altro che degli assassini.

Il Sindaco di Gorizia si è fatto portatore delle più becere tesi della Lega Nazionale ed ha esordito lamentando che il Trattato di Pace di Parigi avrebbe mutilato l'Italia, così legittimando assurde pretese revansciste.

Triste che di fronte a queste parole il Presidente della Repubblica Mattarella e del Senato Grasso abbiano applaudito.

Da comunisti ma credo anche da democratici, ribadiamo tutta la nostra riconoscenza a quei compagni, e pensiamo in particolare ai partigiani della Garibaldi-Natisone, che hanno eroicamente lottato contro il nazi-fascismo insieme ai propri fratelli sloveni e croati, pagando un altissimo tributo di sangue e ricevendo anche dalla Repubblica meritatissime medaglie al valore.

Chiediamo scusa ai nostri vicini sloveni e croati per le offese pronunciate in Parlamento (e purtroppo anche in tante altre sedi) contro la loro lotta di liberazione.

E' un momento drammatico quello che stiamo vivendo. Il neo-fascismo è di fatto totalmente sdoganato. Lugubri parate militari sfilano per le vie di Gorizia. Le istituzioni che dovrebbero proteggere la democrazia e combattere ogni forma di fascismo, sembrano addirittura conniventi, come lo furono negli anni venti dello scorso secolo. Persone non italiane vengono trattate come degli "unter-menschen", come degli invisibili, anche solo se chiedono un'iscrizione anagrafica, un documento.

E' ora di lottare contro questa deriva. Tutti gli antifascisti non abbiano paura di manifestare il proprio sdegno per questo stato di cose.

Ottavio Romano

(Segretario Provinciale P.C.I. - Federazione di Gorizia)

sabato 10 febbraio 2018

SABATO 10 FEBBRAIO ORE 18.00
PRESIDIO ANTIFASCISTA DELLA CASA DEL POPOLO DI GORIZIA
La CdP è non solo una sede unitaria dei comunisti e di #PoterealPopolo, ma è una struttura al servizio della comunità, pertanto quale patrimonio del popolo, va presidiata e difesa anche per il valore democratico e civile della sua funzione. 
I fatti di questi giorni confermano quanto in Italia sia sostanziale il pericolo del ritorno del fascismo.
Nella giornata dell'ennesima manifestazione di stampo revanscista e nazionalista in città, per una ricorrenza storicamente e culturalmente sbagliata, che ha riabilitato i fascisti, oscurando le loro responsabilità e collaborazionismo con l'occupazione nazista ed i crimini perpetrati nella ex Jugoslavia, in particolare contro la popolazione slovena, Potere al Popolo conferma la difesa dei valori della libertà e dell'eguaglianza della Costituzione nata dalla Resistenza.
NOI RICORDIAMO TUTTO!
Il FASCISMO NON E' UN'OPINIONE, E' UN CRIMINE!
POTERE AL POPOLO ISONTINO