venerdì 1 dicembre 2017


MIGRANTI: IL PD SI ALLINEA ALLE POSIZIONI DI ZIBERNA.


I volontari goriziani ricorderanno certamente quella riunione svoltasi presso la Casa del popolo di Gorizia nel corso della quale, alla vigilia della visita del Ministro Minniti in regione, rifiutammo di sottoscrivere un documento sulla situazione dei richiedenti asilo insieme al PD, ritenendo contraddittoria e ambigua la posizione di quel partito sul tema. Quella nostra posizione provocò polemiche e accuse da parte di alcuni partecipanti.

I fatti di questi giorni ci hanno dato ragione. Il PD infatti, sia con i suoi parlamentari che con i suoi rappresentanti locali, plaude all'ignobile accordo raggiunto tra Prefetto e Sindaco e che ha portato alla chiusura con reti metalliche di Galleria Bombi, chiusura che, peraltro, colpisce anche i cittadini goriziani.

Secondo il PD, quindi, il problema sarebbe stato brillantemente risolto dal Governo (a guida PD). Nulla di più falso. Come le cronache stanno dimostrando e come era prevedibile, sono ancora molte le persone prive di sistemaazione e diverse di queste pare si siano già sistemate in riva all'Isonzo. Del resto, la sera stessa della chiusura della Galleria Bombi, ci venne richiesta la disponibilità ad ospitare alcuni profughi presso la nostra Casa del popolo (poi fu trovata un'altra soluzione per quella notte).

Dunque la chiusura di Galleria Bombi (con il pretesto di una futura riapertura al traffico che, siamo pronti a scommettere, non avverrà mai) aveva il solo scopo di allontanare i profughi dal "salotto buono" della città in vista della Fiera di Sant'Andrea e del dicembre dedicato allo shopping, relegando questi poveracci ai margini della città, lungo il fiume o, se va bene, accolti da chiesa e volontari.

Ribadiamo quindi che, a nostro parere, Prefettura e Comune sono entrambi colpevoli di disinteresse per la sorte di queste persone, verso le quali sono addirittura ostili, e che in caso di incidenti o gravi malattie dovrebbero risponderne politicamente e anche su un piano di stretto diritto penale.

Infine denunciamo politicamente il fatto che il PD goriziano, approvando l'accordo tra Prefettura e Comune, si è di fatto allineato alle posizioni di Ziberna e soci.


LA SEGRETERIA PROVINCIALE

DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

FEDERAZIONE DI GORIZIA

Gorizia, 1 dicembre 2017

mercoledì 15 novembre 2017

INTOLLERABILE INERZIA DI PREFETTURA E COMUNE SULLA SITUAZIONE DEI RICHIEDENTI ASILO A GORIZIA.

Come P.C.I. della Federazione di Gorizia siamo profondamente indignati per l'intollerabile inerzia di Prefettura e Comune di Gorizia sulla situazione dei richiedenti asilo costretti a dormire in Galleria Bombi.
Le colpe di questa situazione sono equamente distribuibili tra la Prefettura, che rappresenta lo Stato ed il Governo nazionale, ed il Comune di Gorizia.
La prima, essendo rappresentante dello Stato centrale, risponde per il mancato riconoscimento ai richiedenti asilo di quelle minime misure di accoglienza previste dai trattati internazionali e dalle leggi dello Stato. Se ancora un po' di tempo fa si poteva parlare di “emergenza” e di situazione contingente, ormai è chiaro che si tratta di una situazione stabile e cronica: circa un centinaio di persone dorme ogni sera in Galleria Bombi e dalla Prefettura continua a non muoversi niente! Come comunisti non accettiamo il rimpallo di responsabilità verso il Comune: la Prefettura ha tutti i poteri per agire anche in presenza di situazioni di necessità ed urgenza quale quella attuale. Dunque agisca! Se del caso si attivino anche i meccanismi della Protezione Civile: c'è gente rimasta senza un tetto in situazione di grave pericolo per la propria incolumità. Ci sono quindi tutti i presupposti di legge per l'intervento della Protezione Civile.
Quanto al Comune, il Sindaco dovrebbe sempre ricordarsi che egli è il primo responsabile della salute e dell'igiene pubblica sul suo territorio di competenza. E questo nei confronti di tutte le persone che vi si trovino, non solo nei confronti dei residenti. Ma l'attuale Sindaco non vede persone che dormono per terra peggio dei cani bensì solo un problema di “decoro urbano”. E le risposte del Comune al problema sono pari a zero, oppure si risponde con ordinanze anti-bivacco assurde e inapplicabili o misure ignobili quali la chiusura della fontanella in Piazza Vittoria. Ci si nasconde dietro i 90 profughi che spetterebbero a Gorizia, ma si tace sul fatto che il Comune non ne accoglie neanche uno! E' la Chiesa, la Caritas ed i volontari che si fanno carico di tutto, supplendo all'inaccettabile latitanza delle Istituzioni.
Com'è stato già ripetutamente denunciato, la situazione è talmente drammatica che non ci stupiremmo affatto se prima o poi qualcuna di queste persone si ammalasse molto seriamente, o se succedesse qualche disgrazia, qualche incidente. Ma le ripetute denunce non hanno spinto né il Prefetto né il Sindaco a prendere qualche provvedimento. Se una disgrazia accadrà, noi pensiamo che costoro ne saranno responsabili politicamente. E ci auguriamo che qualcuno valuti la loro inerzia anche dal punto di vista della responsabilità giuridica.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE
DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
FEDERAZIONE DI GORIZIA
Gorizia, 15 novembre 2017

venerdì 3 novembre 2017

PER IL CENTENARIO DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE

I comunisti di Gorizia e dell'Isontino salutano il centenario della Rivoluzione d'Ottobre, che ricorre martedì 7 novembre. In questo momento alcuni nostri compagni della Regione sono in partenza per Mosca e San Pietroburgo, per partecipare, insieme ai dirigenti nazionali del Partito, all'incontro internazionale dei partiti comunisti di tutto il mondo ed alle celebrazioni ufficiali (con la parata di martedì mattina sulla Piazza Rossa alla presenza di Putin e dei rappresentanti del Partito Comunista) ed a quelle popolari (con la festa organizzata sempre a Mosca nel pomeriggio dal Partito Comunista della Federazione Russa).
Al loro ritorno, la Federazione di Gorizia del PCI ha programmato per venerdì 17 novembre, presso la Casa del Popolo di via delle Monache 10, un incontro per sentire la loro esperienza e discutere insieme di questo importante anniversario.
Noi comunisti non possiamo non riconoscere tutto il valore e l'importanza di questo avvenimento che ha segnato la storia mondiale: il primo tentativo di costruire una società autenticamente socialista. Lenin e i bolscevichi hanno dato la terra ai contadini, le fabbriche agli operai e la pace a tutto il popolo russo, ponendo fine a quella guerra fratricida (la prima guerra mondiale) scatenata dal capitalismo europeo per gli interessi delle diverse borghesie nazionali e che ha provocato la morte di milioni di proletari.
E non possiamo nemmeno dimenticare che è stato proprio il popolo sovietico a sconfiggere Hitler e la bestia nazi-fascista, pagandone un prezzo altissimo in termini di vittime civili e militari, notevolmente più alto di ogni altra nazione nella seconda guerra mondiale.
In questo momento di festa e di celebrazione, non dimentichiamo certo che, nascondendosi dietro gli ideali comunisti, alcuni hanno commesso anche veri e propri crimini. Come comunisti italiani da lungo tempo ci siamo posti il problema di come conciliare socialismo con libertà e pluralismo, trovando nella Costituzione democratica il nostro faro e la nostra strada verso il socialismo, senza con questo avere la pretesa di insegnare o imporre qualcosa ai comunisti degli altri paesi, i quali percorrono le strade conseguenti alla peculiarità della storia di ogni popolo.
Tutto ciò non sminuisce affatto il valore storico della Rivoluzione d'Ottobre. Lo Stato che ne è nato è stato comunque capace di assicurare a tutti i propri cittadini un lavoro ed una vita sicura e dignitosa. Per noi comunisti, anche il diritto al lavoro o quello ad avere una pensione decorosa sono veri e propri diritti umani, che le odierne società capitalistiche non vogliono riconoscere.
I mezzi di comunicazione di massa cercano di nascondere tutto ciò, per far dimenticare al popolo che “un altro mondo”, un altro tipo di società, è possibile ed è giusto. Nostro compito è invece proprio quello di ricordare a tutti che il capitalismo non è la “fine della storia” e che l'uguaglianza sostanziale e la piena affermazione dei diritti di ogni uomo sono obiettivi che devono essere raggiunti.


Gorizia, 3 novembre 2017
LA SEGRETERIA PROVINCIALE
DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Federazione di Gorizia


lunedì 9 ottobre 2017

COMUNICATO STAMPA SUI FATTI DI GRADO

È passato praticamente inosservato il fatto che alcuni giorni fa il Consiglio Comunale di Grado è stato interrotto e per ben due volte non si è potuto svolgere a causa del l'irruzione di esponenti di destra, rimasti, al momento, sostanzialmente impuniti. Se una cosa simile l'avessero fatta militanti della sinistra, siamo certi che ora gli stessi sarebbero già sottoposti a misure cautelari e accusati di reati gravissimi. Il Consiglio Comunale è infatti l'organo democratico rappresentativo dei cittadini di un Comune, e se le eventuali intemperanze del pubblico non si placano o sono addirittura deliberatamente rivolte ad impedire il regolare funzionamento dell'assemblea, siamo di fronte ad un vero e proprio attacco fascista alle istituzioni democratiche.
Quello che preoccupa è la sostanziale impunità di tutti questi movimenti neo fascisti, della loro continua apologia del fascismo e delle loro continue esternazioni di carattere razzista (pure vietate dalla legge).
La Segreteria Provinciale del PCI denuncia questa situazione e chiede a tutte le istituzioni di assicurare il rispetto della legge e delle regole democratiche.  
Gorizia, 9 ottobre 2017
LA SEGRETERIA PROVINCIALE
DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Federazione di Gorizia

lunedì 14 agosto 2017

Comunicato Stampa sulla SWI (ex Safog) di Gorizia

La vicenda della SWI (ex Safog) costituisce un esempio locale dello stato attuale dell'economia nel nostro paese e delle mancate risposte da parte dello Stato e delle istituzioni locali.
L'abbandono delle politiche di intervento pubblico nell'economia e l'attacco ai diritti dei lavoratori hanno fatto sì che una fabbrica si possa chiudere inviando una mail e senza fornire alcuna spiegazione.
Sarebbe invece il caso di riaffermare che secondo la nostra Costituzione l'attività di impresa, che può essere svolta dallo Stato e dai privati, è pur sempre subordinata all'utilità sociale della stessa e all'affermazione del diritto al lavoro, uno dei diritti fondamentali dei cittadini.
La situazione attuale invece è che il nostro Stato spende 60 milioni di euro al giorno per spese militari, lascia i richiedenti asilo a dormire per strada e si concentra sulle esigenze del "decoro" e della "sicurezza" in modo del tutto strumentale e propagandistico. Vicende come quelle dei 33 lavoratori della SWI passano quindi in secondo piano.
Nell'esprimere la solidarietà del PCI a questi lavoratori, ricordiamo il diritto di questi ultimi ad essere pagati fino a quando e se ci sarà la risoluzione del contratto di lavoro, e sollecitiamo Regione e Comune ad attivarsi con tutti gli strumenti previsti dalla legge, ivi compresa l'eventuale requisizione dello stabilimento al fine di assicurarne la continuità produttiva, il suo affidamento a cooperative degli stessi lavoratori, l'intervento della Friulia a supporto finanziario ecc. e solo in extrema ratio il supporto economico ai dipendenti e le azioni di riqualificazione professionale degli stessi.  
Gorizia, 9 agosto 2017
LA SEGRETERIA PROVINCIALE
DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
Federazione di Gorizia